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Come ti avevo promesso, eccomi qui con un nuovo argomento!

La volta scorsa ti avevo detto che per affrontare una salita con un'automobile dovevi premere di più l'acceleratore, beh, converrai con me che ci sono altri modi per fare una salita senza sforzare troppo il motore, quali? Scalare marcia è un modo efficace. Così, anche con la reflex, possiamo regolare le impostazioni per renderla adatta alle varie situazioni, tra cui, la poca luce. Ma qual'è lo strumento di cui ti voglio parlare? Eccolo qui!

Come puoi vedere dalla foto, questo è il DIAFRAMMA! Uno strumento tanto utile quanto conosciuto. Il simbolo del diaframma è utilizzato tantissimo nelle grafiche, magari vicino i nomi, a volte anche nei tatuaggi e forse lo avrai visto anche tu da qualche parte.

Ma a cosa serve il diaframma? Questo strumento, formato da lamelle, come puoi vedere in foto, determina quanta luce deve arrivare al sensore.

Che ci faccio col diaframma? In base all'APERTURA che decidi di avere puoi gestire la luce che vuoi entri nel tuo sensore. In parole ancora più semplici: se la scena è buia, aprendo tutto  il diaframma decidi di far passare tutta la luce possibile, al contrario, se la scena è troppo luminosa, puoi gestire la luce, chiudendo un po.
ATTENZIONE: il valore che trovi sulle impostazioni potrebbe essere un po ambiguo, nel senso che PIU' E' BASSO IL NUMERO DEL VALORE E PIU' E' APERTO IL DIAFRAMMA. Esempio: f/1,4 è più aperto di f/22 ("f" è il nome del valore dell'apertura, utilissimo per la scelta degli obiettivi)

NOTA BENE: la luminosità del diaframma dipende anche dalla focale che si usa. Esempio: qual'è più luminoso 50mm f/1.4 o 100mm f/1.8? Risposta alla fine dell'articolo.

Ci sono controindicazioni all'utilizzo? Ok, l'uso del diaframma deve essere anch'esso moderato, perché? Perché oltre che alla luce, il diaframma influisce anche sulla PROFONDITA' DI CAMPO. Cos'è? La profondità di campo è quella zona in cui la fotografia è a fuoco, il che potrebbe essere tutta a fuoco o al contrario far emergere o evidenziare solo un soggetto o una zona a fuoco e tutto il resto sfocato. Eccone un esempio!!!

Guarda attentamente queste due pigne. Una delle due è perfettamente a fuoco e l'altra no. Questo è stato grazie al fotografo perché utilizzando un apertura di diaframma AMPIA, ha deciso di far cadere lo sguardo direttamente sulla prima pigna e quindi di farti concentrare su quello che vuole lui. Ha molto effetto anche sui ritratti ed è usato tantissimo nelle fotografie di moda. Questo si chiama EFFETTO BOKEH (che in giapponese significa "sfocatura").

Guarda invece il contrario:

Bella vero?

Questa foto è stata fatta scattando con un diaframma abbastanza chiuso. Ovviamente molto della bellezza di quest'immagine la fanno la scena, le luci, i colori, ma qui si può notare un'altra cosa. Cosa? Il fatto che tutta la scena è a fuoco. A differenza della foto con le pigne qui non si ha nessuna sorta di effetto "bokeh" ma questo effetto è chiamato "iperfocale". L'iperfocale è una situazione in cui puoi vedere tutti i dettagli di una fotografia e può essere fatta, in base alle situazioni ambientali, equilibrando tra loro i valori di ISO, APERTURA e TEMPO DI SCATTO. Di solito questo effetto viene usato per i grandi paesaggi, la fotografia street e scene particolari in cui si vuole mettere in evidenza, semplicemente il tutto.

Il diaframma devi sapere che si differenzia, obiettivo per obiettivo. Sapere gli "f" dell'obiettivo che si vuole acquistare è fondamentale per capire se è adatto a noi o no.
Per un discorso puramente economico, più grande è l'apertura dell'obiettivo e più ci costa. Anche se l'eccezione conferma la regola, è quasi sempre vero. Questo perché più un obiettivo è luminoso e più sarà adatto a tutte le situazioni, perché diciamocelo: la fobia più grande di un fotografo è la paura del buio.

 

Come si calcola gli "f" dell'apertura del diaframma? MILLIMETRI DELLA FOCALE DELL'OBIETTIVO diviso MILLIMETRI DEL DIAMETRO DEL DIAFRAMMA. Il rapporto di questi due numeri ci danno un'idea di quanta luce passa attraverso l'obiettivo.
Esempio. (18-55 Canon) 55(focale):9.8(diametro diaframma circa)=5.6(semplificato)
Ok, è un impiccio. Basta che ti ricordi la regola: PIU' IL NUMERO DEGLI "F" E' BASSO E PIU' IL DIAFRAMMA E' APERTO.

Per quanto riguarda la domanda posta all'inizio la risposta esatta è la seconda. 100mm 1.8. Perché? Perché devi rapportare tutto alla stessa focale. In che senso? nel senso che 100mm f/1.8 diviso alla condizione quindi di 50mm la sua apertura è f/0.9 (più grande del 1.4). Al contrario il 50mm rapportato al 100mm quindi x2 si avrebbe un apertura di f/2.8 (molto più chiusa di 1.8). Questa era solo una curiosità.

Altra curiosità: uno degli obiettivi con apertura più grande al mondo è appartenuto a Stanley Kubrick ed era un Carl Zeiss Planar 50mm f/0.7 progettata per la NASA per le missioni apollo (quanto sarà stato buio sulla luna?). Pensate che riusciva a filmare addirittura a lume di candela (SU PELLICOLA!!!) e la si può vedere in azione nel film Barry Lyndon del regista qui nominato.

Ok Ale hai detto che: "in base alle situazioni ambientali, vanno equilibrati tra loro i valori di ISO, APERTURA e TEMPO DI SCATTO"

Ma cos'è il TEMPO DI SCATTO? Nel prossimo articolo risponderemo proprio a questo.

Tag(s) : #fotografia

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