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L'ultima volta ci eravamo lasciati su questa strada perchè ti avevo promesso che avrei parlato della tecnica usata qui. Osserva attentamente la foto, immaginati sul ponte e immagina vedere questa scena, tu sei fermo e tutto si muove a gran velocità lasciando scie di luce come queste. Ebbene involontariamente abbiamo risposto a che tecnica fotografica è stata usata per fare questa foto... come? Non hai afferrato? E allora vieni con me in un viaggio alla scoperta del TEMPO DI SCATTO.

Che cos'è il Tempo di scatto? E' il tempo che trascorre il sensore a contatto con la luce (più semplice di questo non si può fare).
Ricordi? il sensore è sempre coperto dall'OTTURATORE (SHUTTER - tendina tipo serranda che sta di fronte al sensore) e dallo SPECCHIO (MIRROR).
Alla pressione del pulsante di scatto lo specchio si alza (infatti dal mirino della reflex non si vede più niente) e l'otturatore si apre come se fossero le palpebre di un occhio. Ecco, IL TEMPO DI SCATTO E' L'INTERVALLO DI TEMPO CHE INTERCORRE DAL MOMENTO DI APERTURA ALLA CHIUSURA DELL'OTTURATORE.

Quanto può durare tutto questo? I tempi delle fotocamer cambiano in base alla costruzione, quasi tutte possono tenere aperto l'otturatore dai 30 secondi a un 4000esimo di secondo (più veloce di un battito di ciglia), ma ci sono fotocamere anche più veloci, alcune, quelle più votate per gli sport, arrivano addirittura a un 8000esimo di secondo (una formula 1 che attraversa la strada XD). Infine abbiamo la modalità BULB... e cos'è? Semplicissimo, finché tieni premuto il pulsante di scatto, l'otturatore resta aperto, anche per ore volendo...  di solito si usano telecomandi temporizzatori, se no la mano ti cade e la foto viene mossa.

Più che un riccio sembra un kiwi... rendiamoci conto di quanto è importante il Tempo di scatto.

Che ci faccio col Tempo di scatto? Innanzitutto, a non far venire mosse le foto. Inoltre è anche un importantissimo strumento per dare più o meno luce alla foto. Perché? E qui dobbiamo fare per forza un po' di scienza.

La luce come abbiamo visto in precedenza è una radiazione e "cammina", si infrange addosso alle cose che trattengono alcuni colori e ne rilasciano altri (quelli che riusciamo a vedere). La luce in pratica non si ferma mai... rimbalza e si riflette, ma dove va a finire? Nel nostro occhio (schema 1), ed è proprio grazie al fatto che la luce è come un flusso continuo che noi possiamo osservare qualcosa. Nel momento che questo flusso di radiazioni si blocca, non vediamo più... vediamo il buio. Per farla proprio semplice guarda questo schema:

Questo è il percorso che fa la luce per arrivare al sensore, ovviamente è molto semplificato dell'accensione di una lampadina e di come fa a vedersi un oggetto... da notare che alla fine nella vignetta 6 il flusso di luce è continuo. Questo in un tempo moooooooolto rallentato.

Qui sopra invece avviene il contrario, la lampadina si spegne e la luce finisce il suo flusso, progressivamente. Dal momento in cui il sensore non capta più la luce, non vede più nulla. Einstein si stara girando nella tomba, ma pazienza, in qualche modo dobbiamo capirlo senza formule.

Grazie al flusso di luce continuo riusciamo a vedere gli oggetti in movimento!!!!!!!!!

Ale, ma che centra tutto questo col tempo di scatto? Quanto più tempo resta aperto l'otturatore, tanto più la luce si IMPRIME nel sensore, come una spugna che tanto più si tiene in acqua e tanto più si gonfia. Un tempo di scatto troppo lungo può far venire le foto addirittura completamente bianche, al contrario, potrebbero risultare completamente nere. Per questo il tempo di scatto è un fattore da tenere in forte considerazione durante lo studio di uno scatto.

Il tempo di scatto deve essere calcolato bene, quindi, per avere una foto ferma e luminosa, bisogna che l'otturatore non sia ne troppo veloce ne troppo lento. Esistono tuttavia tecniche fotografiche che si avvalgono del tempo di scatto per avere effetti particolari o fotografare addirittura ciò che con gli occhi non riusciamo a vedere. Cosa?

Fotografare le stelle e altre situazioni in cui uno scatto con tempo breve non avrebbe sicuramente effetto. In questo caso, la poca e fioca luce di cui brillavano le stelle, viene percepita dal sensore e impressa, secondo dopo secondo sul sensore.

In conclusione, torniamo alla foto iniziale, hai capito come quella foto è stata fatta? Tempo di scatto lungo, bassi iso, apertura stretta. Queste impostazioni hanno fatto si che al passare delle macchine, il sensore "registrasse"(passami il termine) le luci anteriori e posteriori che hanno lasciato scie rosse e bianche, inoltre ha anche permesso che si vedessero chiaramente i palazzi ed il cielo, lasciando la foto nitida e bella da vedere.

Possiamo mettere in atto anche altre tecniche, come ad esempio, il LIGHT PAINTING. Questa, però è una tecnica particolare di cui parleremo nei prossimi articoli.

Tag(s) : #fotografia

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